NicFab Newsletter
Numero 7 | 10 febbraio 2026
Privacy, Data Protection, AI e Cybersecurity
Benvenuti al numero 7 della newsletter settimanale dedicata alla privacy, alla data protection, all’intelligenza artificiale, alla cybersecurity e all’etica. Ogni martedì troverete una selezione ragionata delle notizie più rilevanti della settimana precedente, con un focus su sviluppi normativi europei, giurisprudenza, enforcement e innovazione tecnologica.
In questo numero
- EDPB - COMITATO EUROPEO PROTEZIONE DATI
- EDPS - GARANTE EUROPEO PROTEZIONE DATI
- COMMISSIONE EUROPEA
- DIGITAL MARKETS & PLATFORM REGULATION
- SVILUPPI INTERNAZIONALI
- INTELLIGENZA ARTIFICIALE
- CYBERSECURITY
- TECH & INNOVAZIONE
- RICERCA SCIENTIFICA
- AI Act in Pillole
- Eventi e incontri segnalati
- Conclusione
EDPB - COMITATO EUROPEO PROTEZIONE DATI
Opinion 1/2026 on the draft decision of the Dutch Supervisory Authority regarding the Controller Binding Corporate Rules of the Heineken Group
L’EDPB ha adottato un parere sulla bozza di decisione dell’autorità olandese per l’approvazione delle Binding Corporate Rules (BCR) del Gruppo Heineken. Questo documento rappresenta un importante precedente per le multinazionali del settore alimentare e bevande che operano con trasferimenti di dati personali su scala globale.
Le BCR costituiscono uno strumento fondamentale per garantire trasferimenti internazionali conformi al GDPR, specialmente per gruppi multinazionali con strutture organizzative complesse. Per i DPO, questo parere offre indicazioni preziose sui criteri di valutazione applicati dalle autorità di controllo e sui requisiti specifici richiesti per settori ad alta intensità di dati commerciali e di marketing.
Opinion 2/2026 on the draft decision of the Dutch Supervisory Authority regarding the Controller Binding Corporate Rules of the AkzoNobel Group
L’EDPB si è pronunciato anche sulle BCR di AkzoNobel, multinazionale attiva nel settore chimico e delle vernici. Questo parere è particolarmente rilevante per le aziende industriali che gestiscono dati relativi a processi produttivi, ricerca e sviluppo, oltre ai tradizionali dati di dipendenti e clienti.
Il settore chimico presenta sfide specifiche in termini di protezione dati, inclusa la gestione di informazioni sensibili relative alla sicurezza, all’ambiente e alla proprietà intellettuale. I DPO operanti in settori simili dovrebbero prestare particolare attenzione ai meccanismi di governance e ai controlli interni evidenziati in questo procedimento per garantire una protezione adeguata nei trasferimenti internazionali.
Opinion 3/2026 on the draft decision of the Dutch Supervisory Authority regarding the Controller Binding Corporate Rules of the FrieslandCampina Group
Il parere dell’EDPB sulle BCR di FrieslandCampina, cooperativa lattiero-casearia olandese, affronta le specificità delle organizzazioni cooperative nel contesto dei trasferimenti internazionali di dati. La struttura cooperativa presenta peculiarità organizzative che possono influenzare l’implementazione delle BCR.
Questo caso è significativo per i DPO che operano in settori agroalimentari e in strutture organizzative non tradizionali, dove i rapporti tra diverse entità del gruppo possono essere più complessi rispetto alle classiche relazioni societarie. L’approccio adottato dall’autorità olandese può fornire un modello di riferimento per situazioni analoghe in altri Stati membri.
Opinion 4/2026 on the draft decision of the Dutch Supervisory Authority regarding the Controller Binding Corporate Rules of the ABB Group
L’EDPB ha esaminato anche la proposta di BCR per il Gruppo ABB, leader mondiale nelle tecnologie di automazione e robotica. Questo parere assume particolare rilevanza nel contesto dell’industria 4.0, dove i dati industriali e operativi assumono crescente importanza strategica.
Per i DPO che operano in settori tecnologici avanzati, questo caso offre spunti sui requisiti specifici per la protezione di dati relativi a sistemi automatizzati, IoT industriale e infrastrutture critiche. Le BCR di ABB potrebbero stabilire standard di riferimento per il trattamento di dati in ambienti industriali altamente digitalizzati, influenzando l’approccio normativo futuro.
Register now for our conference on cross-regulatory cooperation in the EU (17 March)
L’EDPB organizza una conferenza sulla cooperazione inter-regolatoria nell’UE dal punto di vista della protezione dati, in programma il 17 marzo 2026 a Bruxelles. L’evento si focalizzerà sull’interazione tra diversi framework normativi e sui meccanismi di cooperazione tra autorità.
Questa iniziativa risponde alla crescente complessità del panorama normativo europeo, dove protezione dati, AI Act, DSA e altri regolamenti si intersecano. Per i DPO, partecipare a questo evento rappresenta un’opportunità preziosa per comprendere meglio come navigare in un ambiente multi-normativo e anticipare le sfide future della compliance. Le registrazioni sono aperte fino al 26 febbraio 2026.
EDPS - GARANTE EUROPEO PROTEZIONE DATI
🎙️ TechSonar Podcast: TechSonar: The “illusion of education” with a personalised learning
8 febbraio 2026
Do AI-driven personalised learning systems empower students? Or do they turn education into continuous monitoring and profiling? How much autonomy do learners have when algorithms decide what comes next? As concerns about children’s rights, bias, consent and inequality grow, this episode explores, with our expert Saskia Kaspkias, where the ethical and legal boundaries should be drawn.
🎙️ TechSonar Podcast: TechSonar: Confidential computing - a shield against attacks?
2 febbraio 2026
As data increasingly moves to the cloud, can we really trust who has access to it while it is being processed? Does protecting data ‘in use’ fundamentally change long-standing security or does it simply shift the risk elsewhere? As confidential computing technology converges with AI and privacy-enhancing tools, questions around trust, control and hardware dependency become crucial.
COMMISSIONE EUROPEA
TikTok sotto accusa per design “addictivo”
La Commissione Europea ha mosso accuse preliminari contro TikTok per violazione del Digital Services Act, specificatamente per il suo design considerato “addictivo”. Questa decisione segna un momento cruciale nell’applicazione della normativa europea sui servizi digitali, dimostrando come l’UE stia intensificando l’enforcement contro le pratiche considerate dannose per gli utenti.
Per i DPO, questo caso evidenzia l’importanza di valutare non solo la conformità al GDPR, ma anche l’impatto delle funzionalità di design sui diritti degli interessati. La protezione dei minori e la prevenzione di meccanismi manipolativi stanno diventando aree di crescente attenzione normativa, richiedendo una collaborazione più stretta tra privacy, compliance e team di prodotto.
AI nella difesa: nuove sfide per la privacy
Il Commissario Kubilius ha tenuto un keynote all’AI in Defence Summit 2026, affrontando il crescente ruolo dell’intelligenza artificiale nel settore della difesa. Il discorso sottolinea come l’integrazione dell’AI in ambiti sensibili richieda particolare attenzione agli aspetti etici e di governance.
Questo sviluppo presenta implicazioni significative per i DPO che operano nel settore pubblico o in organizzazioni che collaborano con enti governativi. L’uso dell’AI in contesti di sicurezza nazionale solleva questioni complesse riguardo al bilanciamento tra protezione dei dati personali e interessi di sicurezza, richiedendo framework di governance innovativi e valutazioni d’impatto specifiche.
Daily News: focus su enforcement digitale
Le notizie quotidiane della Commissione confermano il trend verso un enforcement più rigoroso delle normative digitali europee. L’azione contro TikTok rappresenta un esempio concreto di come l’UE stia traducendo in pratica i principi del Digital Services Act.
Questo approccio più assertivo richiede ai DPO di mantenere un monitoraggio costante delle evoluzioni normative e delle decisioni della Commissione, che spesso anticipano nuove interpretazioni e standard applicativi. La convergenza tra privacy, sicurezza digitale e protezione dei consumatori sta creando un panorama normativo sempre più integrato.
Sicurezza dei cavi sottomarini: investimento da €347 milioni e nuovo toolbox
La Commissione Europea ha presentato un pacchetto di misure per rafforzare la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture sottomarine europee per i cavi dati, che trasportano il 99% del traffico internet intercontinentale. Il nuovo Cable Security Toolbox introduce sei misure strategiche e quattro misure tecniche e di supporto, sviluppate congiuntamente dalla Commissione e dagli Stati membri nell’ambito del Cables Expert Group.
Il programma Connecting Europe Facility (CEF) Digital è stato modificato per stanziare €347 milioni a favore di progetti strategici per i cavi sottomarini: nel 2026, due bandi da €60 milioni finanzieranno moduli di riparazione, mentre un bando separato da €20 milioni è destinato a equipaggiamenti SMART per il monitoraggio in tempo reale. Ulteriori €267 milioni saranno allocati in due bandi nel 2026 e 2027 per i Cable Projects of European Interest (CPEI), con 13 aree prioritarie individuate su tre fasi quinquennali fino al 2040.
Per i DPO e i responsabili della sicurezza delle infrastrutture critiche, questa iniziativa conferma la crescente attenzione dell’UE alla protezione delle reti di comunicazione strategiche, in un contesto geopolitico segnato da episodi di sabotaggio deliberato, come quelli registrati nel Mar Baltico. La resilienza delle infrastrutture digitali sottomarine diventa un elemento imprescindibile nelle valutazioni di rischio e nei piani di continuità operativa.
Linee guida per la protezione dei contenuti media sulle piattaforme online
La Commissione Europea ha pubblicato nuove linee guida per garantire che il giornalismo professionale sia riconosciuto e protetto sulle principali piattaforme digitali. Le linee guida supportano le Very Large Online Platforms (VLOPs), come definite dal Digital Services Act, e i fornitori di servizi media nell’implementazione delle disposizioni pertinenti dell’European Media Freedom Act (EMFA).
L’Articolo 18(1) dell’EMFA introduce salvaguardie concrete contro la rimozione ingiustificata di contenuti giornalistici prodotti secondo standard professionali. Le VLOP sono tenute a notificare preventivamente ai fornitori di servizi media l’intenzione di rimuovere contenuti giornalistici, spiegando chiaramente le ragioni della decisione, e a concedere un periodo di 24 ore per rispondere prima che la rimozione diventi effettiva.
Per i DPO che operano nel settore editoriale e dei media, queste linee guida rappresentano un importante strumento di tutela che rafforza il bilanciamento tra moderazione dei contenuti e libertà di stampa. La convergenza tra EMFA e DSA crea un framework integrato che richiede alle piattaforme una valutazione più accurata dei contenuti giornalistici prima di intraprendere azioni di moderazione.
DIGITAL MARKETS & PLATFORM REGULATION
La Commissione Europea boccia il design “addictivo” di TikTok
La Commissione Europea ha pubblicato le sue conclusioni preliminari su TikTok, stabilendo per la prima volta uno standard legale globale sul design addictivo delle piattaforme social. L’indagine, condotta sotto il Digital Services Act, ha identificato violazioni nelle funzionalità di scroll infinito, autoplay e sistemi di raccomandazione altamente personalizzati.
Secondo Bruxelles, TikTok non ha valutato adeguatamente i rischi per la salute mentale degli utenti, specialmente minori, né implementato misure di mitigazione efficaci. Le attuali funzioni di controllo del tempo e parentali risulterebbero facilmente aggirabili. La Commissione richiede modifiche strutturali, inclusa la disattivazione progressiva delle funzionalità più addictive e l’introduzione di pause effettive.
Per i DPO, questo caso rappresenta un precedente cruciale: la privacy by design deve ora considerare anche l’impatto psicologico delle interfacce utente, estendendo la valutazione dei rischi oltre la protezione dati tradizionale.
DSA: primo test avanzato sui rischi sistemici delle piattaforme
L’azione contro TikTok segna il primo test significativo del Digital Services Act nell’identificare e limitare i rischi sistemici legati al design delle piattaforme. La Commissione ha stabilito che le funzionalità che “premiano” costantemente gli utenti con nuovi contenuti possono indurre comportamenti compulsivi e ridurre l’autocontrollo, spostando il cervello in “modalità pilota automatico”.
Le conclusioni preliminari aprono alla possibilità di sanzioni fino al 6% del fatturato globale annuo. Altri giganti tech, in particolare Meta con Facebook e Instagram, stanno osservando attentamente questo caso, dato che anche loro sono sotto indagine per algoritmi potenzialmente addictivi.
Questo approdo rappresenta un’evoluzione importante per i DPO: il DSA richiede ora valutazioni che integrano protezione dati e benessere psicologico degli utenti, ridefinendo il concetto di “rischio sistemico” nell’era digitale.
Verso nuovi standard globali per il design delle piattaforme social
L’intervento europeo su TikTok si inserisce in un movimento globale di regolamentazione dei social media, con particolare attenzione alla protezione dei minori. Spagna, Francia e Regno Unito stanno considerando misure simili a quelle già adottate dall’Australia, che ha vietato l’accesso ai social per gli under-16.
Le autorità europee hanno già multato TikTok per 530 milioni di euro nel 2024 per trasferimento di dati verso la Cina, dimostrando un approccio integrato tra protezione dati e sicurezza digitale. La piattaforma ha respinto le accuse definendole “categoricamente false e prive di merito”.
Per i professionisti della privacy, emerge chiaramente la necessità di sviluppare competenze interdisciplinari che combinino aspetti legali, tecnici e psicologici. La compliance futura richiederà DPIA che valutino non solo i flussi di dati, ma anche l’impatto comportamentale delle interfacce utente.
Apple Ads e Apple Maps: nessuna designazione sotto il Digital Markets Act
La Commissione Europea ha stabilito che il servizio di pubblicità online Apple Ads e il servizio di intermediazione Apple Maps non devono essere designati ai sensi del Digital Markets Act. La decisione segue la notifica presentata da Apple il 27 novembre 2025, nella quale la società aveva argomentato che i servizi notificati non si qualificano come gateway importanti tra utenti commerciali e utenti finali.
La Commissione ha concluso che Apple non si qualifica come gatekeeper in relazione ad Apple Ads e Apple Maps, sulla base di diverse considerazioni: Apple Maps presenta un tasso di utilizzo complessivo relativamente basso nell’UE rispetto ai concorrenti, mentre Apple Ads ha una scala molto limitata nel settore della pubblicità online europea. La decisione non incide sulla precedente designazione di Apple come gatekeeper per altri servizi di piattaforma principali (iOS, iPadOS, App Store) avvenuta nel settembre 2023 e nell’aprile 2024.
Per i DPO e i professionisti della compliance digitale, questa decisione illustra come la valutazione di gatekeeper sia servizio-specifica e non automaticamente estensibile a tutti i servizi di un’azienda già designata. La Commissione continuerà a monitorare gli sviluppi di mercato relativi a questi servizi, qualora emergano cambiamenti sostanziali.
SVILUPPI INTERNAZIONALI
Indagine UK su Grok per deepfake non consensuali
L’Information Commissioner’s Office britannico ha avviato un’indagine formale su X e xAI di Elon Musk per l’uso improprio di dati personali da parte del sistema AI Grok nella generazione di deepfake a sfondo sessuale. L’ICO esaminerà se i dati personali siano stati trattati in conformità ai principi di liceità, correttezza e trasparenza del GDPR UK.
La vicenda solleva questioni cruciali per i DPO: la necessità di implementare salvaguardie tecniche fin dalla progettazione (privacy by design) e la responsabilità nel prevenire usi dannosi dei sistemi AI. Parallelamente, Ofcom sta conducendo una propria indagine sotto l’Online Safety Act, mentre autorità francesi ed europee hanno avviato procedimenti simili.
Per i professionisti della protezione dati, il caso evidenzia l’importanza di valutazioni d’impatto rigorose per sistemi AI che processano dati personali, specialmente quando coinvolgono minori.
UE-USA: negoziati per condivisione dati alle frontiere
La Commissione Europea sta negoziando un accordo per garantire alle autorità di frontiera statunitensi accesso senza precedenti ai dati degli europei, inclusi impronte digitali e casellari giudiziari. I colloqui mirano a creare un framework per partenariati bilaterali sulla sicurezza delle frontiere (Enhanced Border Security Partnerships).
L’accordo preoccupa parlamentari e attivisti per la privacy, che chiedono una sospensione dei negoziati dato il “contesto geopolitico attuale” e i timori di sorveglianza di massa. Il Garante Europeo della Protezione Dati ha sottolineato che si tratterebbe del primo accordo per la “condivisione su larga scala di dati personali” con un paese terzo per controlli di frontiera.
I DPO dovranno monitorare attentamente gli sviluppi, considerando le implicazioni per i trasferimenti internazionali e i diritti fondamentali dei cittadini europei.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE
I chatbot AI non sono amici, avvertono gli esperti
Milioni di persone stanno sviluppando legami emotivi con chatbot di intelligenza artificiale, un fenomeno che preoccupa sempre più la comunità scientifica. Il rapporto internazionale sulla sicurezza AI evidenzia come servizi specializzati come Replika e Character.ai raggiungano decine di milioni di utenti, spesso per alleviare la solitudine.
La natura “adulatrice” dei chatbot, progettati per compiacere gli utenti, può creare dipendenze simili ai social media. Per i DPO, questo solleva questioni critiche sui dati personali sensibili condivisi in questi rapporti intimi digitali. Il Parlamento europeo sta già valutando restrizioni sotto l’AI Act, suggerendo che la regolamentazione arriverà presto. Le organizzazioni dovranno considerare i rischi di privacy quando i dipendenti utilizzano questi strumenti, specialmente per informazioni aziendali confidenziali.
Deepfake e AI companion: i rischi emergenti dal rapporto sulla sicurezza AI
Il nuovo rapporto internazionale sulla sicurezza AI, guidato da Yoshua Bengio, rivela progressi significativi nelle capacità di ragionamento dei modelli AI, con sistemi che ora raggiungono prestazioni di livello olimpico in matematica. Tuttavia, persistono problemi di “allucinazioni” e controllo limitato su progetti complessi.
L’aumento dei deepfake pornografici rappresenta una minaccia crescente per la privacy e la dignità personale. Per i DPO, questo scenario richiede strategie proattive: politiche chiare sull’uso di AI generativa, formazione sui rischi di deepfake e protocolli per la gestione di contenuti sintetici che potrebbero compromettere la reputazione aziendale. La velocità di miglioramento dei sistemi AI - con capacità che raddoppiano ogni sette mesi in alcuni ambiti - rende urgente l’aggiornamento dei framework di governance.
SAP modernizza l’infrastruttura fiscale HMRC con l’AI
HMRC ha scelto SAP per rivoluzionare i propri sistemi fiscali centrali, integrando l’AI nativamente nell’Enterprise Tax Management Platform (ETMP). Questo approccio rappresenta un cambio di paradigma: invece di sovrapporre strumenti AI a infrastrutture legacy, si sostituisce completamente l’architettura sottostante.
Il progetto dimostra come il settore pubblico stia abbracciando l’automazione intelligente per decisioni fiscali complesse. Per i DPO del settore pubblico e privato che interagiscono con questi sistemi, emerge la necessità di comprendere come l’AI influenzerà la gestione dei dati fiscali, i tempi di elaborazione e i requisiti di audit. La trasparenza algoritmica diventerà cruciale quando l’AI prenderà decisioni che impattano direttamente cittadini e imprese.
CYBERSECURITY
NIS2 applicata alle PMI: strategie economiche per un approccio efficace
La direttiva NIS2 rappresenta una sfida significativa per le piccole e medie imprese italiane, che spesso hanno sottovalutato l’importanza della cybersecurity. I dati del rapporto CLUSIT 2025 sono allarmanti: il 37,8% delle PMI ha subito attacchi informatici, con il 50% dei casi che colpisce aziende con fatturato inferiore al milione di euro.
Per i DPO che operano in questo contesto, emerge la necessità di sviluppare approcci economicamente sostenibili che mettano al centro la formazione del personale e la creazione di una cultura della sicurezza. L’intelligenza artificiale ha amplificato la portata degli attacchi, rendendo indispensabile un approccio strutturato alla gestione del rischio.
La sfida principale rimane la scarsa consapevolezza: solo il 32% degli imprenditori italiani adotta almeno 7 delle 11 misure di sicurezza monitorate dall’ISTAT, un dato inferiore alla media europea del 38%. È fondamentale quindi sviluppare strategie che coniughino efficacia e sostenibilità economica.
TECH & INNOVAZIONE
Agenti Transazionali AI: Chi Paga Quando l’AI Sbaglia?
Il 2026 si prospetta come l’anno degli agenti transazionali AI, sistemi in grado di effettuare acquisti autonomamente per conto degli utenti. OpenAI, Perplexity e Amazon hanno già lanciato funzionalità di checkout native, mentre si sviluppano protocolli standardizzati per facilitare il commercio tramite AI.
La questione cruciale riguarda la responsabilità legale quando questi sistemi commettono errori. Il Future of Privacy Forum analizza come le leggi esistenti, come l’Uniform Electronic Transactions Act (UETA), si applichino a questa nuova realtà. Per i DPO, emerge la necessità di definire chiaramente nei contratti le responsabilità, implementare sistemi di prevenzione errori e mantenere log dettagliati delle azioni automatizzate.
Data Breach Conduent: Quando i Numeri Esplodono
Il ransomware attack di gennaio 2025 contro Conduent, gigante delle tecnologie governative, ha colpito oltre 25,9 milioni di americani - molto più dei 4 milioni inizialmente dichiarati. Solo il Texas conta 15,4 milioni di vittime, circa metà della popolazione statale.
I dati compromessi includono numeri di previdenza sociale, informazioni mediche e dati assicurativi. Conduent gestisce informazioni per oltre 100 milioni di americani attraverso programmi sanitari governativi, rendendo questo breach particolarmente critico. Per i DPO, il caso evidenzia l’importanza di valutazioni accurate immediate e comunicazioni tempestive, evitando la sottostima iniziale che ha caratterizzato questa vicenda.
“ICE Out of Our Faces Act”: Quando il Riconoscimento Facciale Diventa Politico
I Democratici del Senato hanno proposto l’ICE Out of Our Faces Act per vietare l’uso del riconoscimento facciale da parte delle agenzie di immigrazione ICE e CBP. Il disegno di legge estende il divieto a tutte le tecnologie biometriche e richiede la cancellazione dei dati già raccolti.
La proposta prevede il diritto per i cittadini di fare causa al governo federale per danni e autorizza i procuratori generali statali ad agire per conto dei residenti. Nonostante le scarse possibilità di approvazione con il Congresso a maggioranza repubblicana, la proposta evidenzia il crescente dibattito sulla sorveglianza biometrica e i diritti civili.
L’Esperimento GDPR: 20 Richieste, 12 Ignorate
Un cittadino UE ha testato l’efficacia del GDPR inviando 20 richieste di cancellazione dati nell’ultimo anno. Risultato: solo 2 aziende hanno risposto immediatamente, 6 dopo reclami alle autorità, 12 hanno completamente ignorato le richieste. Tra i trasgressori: Greenpeace, musei governativi e aziende che si pubblicizzano come “GDPR compliant”.
Il caso Prusa 3D è emblematico: dopo una richiesta di cancellazione, l’azienda ha cambiato l’email dell’utente dichiarando di aver cancellato i dati, che invece rimangono visibili. Le autorità di controllo ceche non hanno mai processato il reclamo del 2024. L’esperimento dimostra il gap tra teoria e pratica del GDPR, evidenziando la necessità di enforcement più efficace.
RICERCA SCIENTIFICA
Selezione dei paper più rilevanti della settimana da arXiv su AI, Machine Learning e Privacy
Differential Privacy e Synthetic Data
Private PoEtry: Private In-Context Learning via Product of Experts
Nuovo approccio per l’apprendimento in-context che protegge le informazioni sensibili negli esempi di training. La ricerca affronta una sfida chiave per i DPO: come utilizzare LLM per attività specifiche senza esporre dati riservati attraverso gli output del modello.
arXiv
Privacy Amplification Persists under Unlimited Synthetic Data Release
Studio formale sull’amplificazione della privacy attraverso il rilascio di dati sintetici anziché del modello generativo privato. Estende le garanzie di differential privacy oltre i regimi asintotici, offrendo nuove strategie per la condivisione sicura dei dati in ambito aziendale.
arXiv
Synthesizing Realistic Test Data without Breaking Privacy
Framework per generare dataset sintetici che replicano distribuzioni statistiche originali proteggendo da membership inference attacks. Cruciale per organizzazioni che necessitano di dati realistici per testing senza compromettere la riservatezza dei dataset proprietari.
arXiv
Classification Under Local Differential Privacy with Model Reversal and Model Averaging
Reinterpretazione dell’apprendimento sotto LDP come problema di transfer learning, migliorando l’utilità dei dati rumorosi. Approccio innovativo per bilanciare privacy e performance nei sistemi di classificazione distribuiti, rilevante per architetture decentralizzate conformi al GDPR.
arXiv
Q-ShiftDP: A Differentially Private Parameter-Shift Rule for Quantum Machine Learning
Primo meccanismo di privacy specificamente progettato per il quantum machine learning. Introduce garanzie differentially private sfruttando le proprietà uniche della stima dei gradienti quantistici, aprendo scenari futuri per la privacy quantistica nelle applicazioni enterprise.
arXiv
Privacy Biometrica e Moderazione
SIDeR: Semantic Identity Decoupling for Unrestricted Face Privacy
Framework per il disaccoppiamento semantico delle informazioni identitarie dalle rappresentazioni visive facciali. Affronta sfide critiche per i sistemi di banking online e verifica identità, garantendo protezione privacy durante storage e trasmissione di dati biometrici.
arXiv
Are Open-Weight LLMs Ready for Social Media Moderation?
Analisi comparativa delle capacità dei LLM open-weight nella moderazione di contenuti su Bluesky. Studio rilevante per compliance officer che valutano soluzioni di moderazione automatica, bilanciando efficacia nella rilevazione di contenuti dannosi e controllo sui modelli utilizzati.
arXiv
Sicurezza LLM
Learning to Inject: Automated Prompt Injection via Reinforcement Learning
AutoInject, framework di reinforcement learning per generare attacchi di prompt injection universali e trasferibili. La ricerca evidenzia vulnerabilità critiche negli agenti LLM, fornendo insights essenziali per sviluppare contromisure efficaci e policy di sicurezza robuste.
arXiv
AI ACT IN PILLOLE - Parte 6
Articolo 11 - Documentazione tecnica
Dopo aver esaminato le pratiche di IA vietate nell’Articolo 5, proseguiamo il nostro viaggio attraverso l’AI Act analizzando uno degli aspetti più operativi del regolamento: la documentazione tecnica che i fornitori di sistemi IA devono predisporre secondo l’Articolo 11.
La documentazione tecnica rappresenta il cuore pulsante della compliance per i sistemi IA ad alto rischio. Non si tratta di un mero adempimento burocratico, ma di uno strumento fondamentale che accompagna l’intero ciclo di vita del sistema, dalla progettazione fino alla dismissione, dimostrando la conformità ai requisiti del regolamento.
Chi deve predisporre la documentazione
L’obbligo ricade sui fornitori di sistemi IA ad alto rischio, che devono redigere e mantenere aggiornata questa documentazione prima dell’immissione sul mercato o della messa in servizio del sistema. La responsabilità si estende anche agli importatori quando introducono sistemi IA nel mercato europeo per la prima volta.
Il contenuto della documentazione tecnica
Il regolamento delinea con precisione gli elementi che devono essere inclusi. In primo luogo, è necessaria una descrizione generale del sistema IA che includa la sua finalità prevista, le persone o gruppi di persone sui quali è destinato a essere utilizzato, il contesto d’uso ragionevolmente prevedibile e qualsiasi altra circostanza rilevante relativa all’uso del sistema.
Particolare attenzione deve essere dedicata alla descrizione dettagliata degli elementi del sistema e del processo per il suo sviluppo. Questo comprende i metodi e le fasi della progettazione e dello sviluppo del sistema, inclusi eventuali servizi, componenti, processi o infrastrutture di terzi utilizzati. La documentazione deve inoltre specificare il design del sistema, le specifiche generali dell’algoritmo e, quando applicabile, le modalità di utilizzo del sistema.
Gestione dei dati e valutazione dei rischi
Un capitolo cruciale riguarda le informazioni dettagliate sui dati utilizzati per l’addestramento, la validazione e i test del sistema. Devono essere documentate le operazioni di gestione e filtraggio dei dati, comprese le misure adottate per esaminare l’idoneità delle fonti dati, eventuali bias identificati, le fasi di pre-elaborazione dei dati e le assunzioni formulate.
La documentazione deve includere anche la valutazione del rischio condotta in conformità all’articolo 9 del regolamento, specificando le misure di gestione del rischio implementate. Questo aspetto risulta particolarmente critico per DPO e compliance officer, poiché collega direttamente la valutazione d’impatto sui diritti fondamentali con la documentazione tecnica.
Metriche e prestazioni del sistema
Il regolamento richiede la specificazione delle metriche utilizzate per misurare l’accuratezza, la robustezza, la cibersicurezza e la conformità con altri requisiti pertinenti. Devono essere documentati i test dettagliati condotti, i risultati ottenuti e le informazioni sulla valutazione delle prestazioni del sistema in relazione alle persone o gruppi di persone sui quali il sistema è destinato a essere utilizzato.
Implicazioni pratiche per le organizzazioni
Per le organizzazioni che sviluppano o implementano sistemi IA ad alto rischio, l’Articolo 11 comporta la necessità di strutturare processi documentali robusti fin dalle prime fasi di sviluppo. Non è sufficiente produrre la documentazione a posteriori: deve essere un processo continuo che accompagna ogni decisione progettuale e operativa.
I DPO dovranno coordinare strettamente con i team tecnici per assicurare che la documentazione rifletta accuratamente le misure di protezione dei diritti fondamentali implementate, mentre i compliance officer dovranno verificare che tutti gli elementi richiesti siano presenti e aggiornati prima dell’immissione sul mercato.
Le sanzioni per la mancanza o inadeguatezza della documentazione tecnica possono raggiungere il 4% del fatturato annuo mondiale o 20 milioni di euro, rendendo questo adempimento di importanza strategica per l’organizzazione.
Nella prossima puntata analizzeremo l’Articolo 12 dedicato alla registrazione, esplorando gli obblighi di logging e tracciabilità che completano il quadro degli adempimenti tecnici per i sistemi IA ad alto rischio.
Eventi e incontri segnalati
Register now for our conference on cross-regulatory cooperation in the EU (17 March) (pubblicato il 3 febbraio 2026)
EDPB | Info
Safer internet day 2026 (pubblicato il 10 febbraio 2026)
European Commission | Info
Apply AI Sectoral deep dive - Mobility, transport, and automotive (pubblicato il 10 febbraio 2026)
European Commission | Info
Data Act - webinar on draft Guidelines for reasonable compensation (pubblicato il 10 febbraio 2026)
European Commission | Info
Data takes flight: Navigating privacy at the airport (pubblicato il 12 febbraio 2026)
EDPS | Info
Happy Data Protection Day 2026!
EDPS | Info
Conclusione
Il panorama della regolamentazione digitale europea sta attraversando una fase di maturità normativa che segna il passaggio dall’enforcement reattivo alla definizione proattiva di standard comportamentali. I recenti sviluppi dimostrano come le autorità abbiano ormai superato la fase sperimentale del GDPR e del Digital Services Act, entrando in una dimensione operativa che tocca gli aspetti più sottili e pervasivi della manipolazione digitale.
La decisione preliminare della Commissione Europea contro TikTok rappresenta un precedente giuridico di portata storica. Per la prima volta, un’autorità regolatoria europea definisce con precisione legale il concetto di “design additivo”, identificando elementi tecnici specifici come responsabili di una violazione normativa. Scroll infinito, autoplay e notifiche push non sono più semplicemente scelte di user experience, ma pratiche potenzialmente illegali quando progettate per massimizzare il tempo di utilizzo. Questa evoluzione interpretativa del DSA apre scenari inediti per l’intero ecosistema digitale, poiché molte delle funzionalità contestate a TikTok sono standard de facto in quasi tutte le piattaforme social.
Il parallelismo con l’indagine britannica su Grok rivela una convergenza internazionale verso la regolamentazione dell’AI generativa, particolarmente quando interseca la sfera della dignità personale. La capacità di generare deepfake sessuali solleva questioni che vanno oltre la privacy tradizionale, entrando nel territorio del consenso digitale e della violenza di genere tecnologicamente assistita. Queste indagini anticipano probabilmente una nuova categoria di illeciti digitali che richiederanno strumenti normativi più sofisticati di quelli attualmente disponibili.
L’emergere dei companion AI come fenomeno di massa introduce una complessità ulteriore nel panorama regolatorio. Milioni di utenti stanno sviluppando relazioni emotive con sistemi algoritmici progettati per simulare intimità e comprensione. Dal punto di vista della protezione dati, questi chatbot raccolgono informazioni profondamente personali attraverso conversazioni che gli utenti percepiscono come private e confidenziali, creando un gap cognitivo tra la realtà tecnica del trattamento dati e la percezione soggettiva della privacy.
Le Binding Corporate Rules approvate dall’EDPB per gruppi multinazionali come Heineken, ABB e AkzoNobel dimostrano invece la progressiva normalizzazione degli strumenti di trasferimento dati post-Schrems II. Queste approvazioni, concentrate in una singola settimana, segnalano probabilmente lo smaltimento di un backlog accumulato e una maggiore efficienza procedurale delle autorità olandesi e europee. Tuttavia, l’efficacia di questi strumenti rimane subordinata all’evoluzione del quadro geopolitico e delle tensioni transatlantiche sui dati.
La proposta di condivisione massiva di dati tra UE e autorità di frontiera statunitensi rappresenta forse il caso più emblematico delle tensioni irrisolte tra sicurezza e privacy nel diritto digitale contemporaneo. L’accesso quinquennale alla cronologia social media degli europei configura una forma di sorveglianza preventiva che contrasta frontalmente con i principi di minimizzazione e proporzionalità del GDPR. La vicenda illustra come gli accordi internazionali possano aggirare de facto le protezioni individuali, creando zone grigie normative dove i diritti fondamentali diventano oggetto di negoziazione diplomatica.
Dal punto di vista operativo, questi sviluppi richiedono ai Data Protection Officer e ai consulenti legali un aggiornamento sostanziale delle proprie competenze. La valutazione di conformità non può più limitarsi agli aspetti formali del trattamento dati, ma deve estendersi all’analisi psicologica e comportamentale delle interfacce digitali. Il design thinking diventa una competenza essenziale per chi opera nella privacy compliance, mentre l’AI governance richiede una comprensione sempre più sofisticata delle dinamiche cognitive e emotive della relazione uomo-macchina.
Resta aperta la questione fondamentale su come bilanciare innovazione tecnologica e protezione individuale in un contesto dove la manipolazione digitale diventa sempre più sottile e pervasiva. La regolamentazione europea sembra orientata verso standard sempre più stringenti, ma l’efficacia di questo approccio dipenderà dalla capacità di mantenersi al passo con l’evoluzione tecnologica senza soffocare l’innovazione legittima.
📧 A cura di Nicola Fabiano
Avvocato - Studio Legale Fabiano
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